É la prima puntata ufficiale di Postic: la tua voce, la nostra storia e siamo orgogliosi di averla inaugurata con i Melancholia. Eravate riusciti a indovinare i nostri ospiti?
É stata come una chiacchiera tra amici di lunga data, quella tra il nostro Aldo Macchi, autore e giornalista per Doc Creativity, e Benedetta, Fabio e Filippo.
Il lavoro della band umbra risuona completamente con i valori del TIC; sia per il modo di curare la comunicazione, cercando ogni volta di attuare un «piccolo reset culturale», sia per l’intenzione di adottare un ritmo più lento, tema centrale dell’edizione 2025.
Abbiamo stabilito il dovere di rispettare i propri tempi, scomodando paragoni altissimi per cui la fretta è notoriamente causa del «coito interrotto del flusso creativo» e dall’altra parte «far musica è come fare la cacca: è bello farla quando scappa, quando è il momento».
Noi non ci sentiamo di dissentire, anzi, auguriamo ai ragazzi mille di questi stimoli intestinali.
Fermarsi per ripartire
Rispetto al tema del rallentare, come in ogni famiglia, anche nei Melancholia le parti si bilanciano: Benedetta si definisce «un cane sciolto che è stato rinchiuso per troppo tempo». Ora che ha capito di poter correre all’impazzata ha bisogno di qualcuno (Fabio e Filippo per gli amici) che le ricordi quanto è bello rallentare.
Nel mondo musicale questa continua ansia di produrre batte a un ritmo martellante, per questo motivo dopo il periodo di grande eccitazione di X Factor hanno cominciato a ricalibrarsi.
Oggi, hanno la consapevolezza che le persone affezionate alla loro musica sanno «trasformare l’attesa per i release in piacevole hype» e non vivono più questa angoscia di rilasciare incessantemente nuovo materiale.
Così i Melancholia continuano a divertirsi e fare arte in modo naturale, di tanto in tanto nascondono qualche easter egg per far divertire i fan e far evolvere il loro progetto.
Abbiamo inaugurato anche un format di domande botta e risposta, in cui è successo un po’ di tutto: abbiamo dissacrato qualche icona e svelato i retroscena di alcuni live assurdi, a cui forse avete partecipato anche voi, mischiati tra la folla.
Avvertimento però: è vietato saltare alle conclusioni, ritagliatevi un momento per mettere le cuffie e premere play.
Gaia Antea Taschera




