Ha patrocinato la reunion degli oasis in tempi non sospetti, ha criticato l’unica passione che unisce tutto il mondo (dopo il calcio, s’intende) e ha puntualizzato come all’inferno sia pieno di toscani.

Insomma avrà anche dei difetti ma alla fine, che non ce ne voglia, VA BENE LO STESSO.

Cosa si cela dietro il successo di un programma comico per la TV?

La risposta sommaria sarebbe il suo presentatore, o meglio la figura che ne emerge dal web.

Se c’è una cosa che ci insegna l’intervista di Francesco Lancia però, è che la stima per Lundini si costruisce mettendo insieme tutti i suoi ruoli: quello di attore, di comico, di musicista (perfino sex symbol, direbbero alcuni).

Abbiamo ripercorso insieme a lui alcune tappe fondamentali della sua carriera, risolvendo quesiti importanti come “Quale canzone farebbe da sottofondo ogni volta che fai pipì?”.

Di contenuti e contenitori

Questo confronto ci ha dato modo di rivalutare, ancora una volta, il ruolo del web nella carriera di una figura nota a moltissimi e apprezzata da tutti, un po’ come le nostre ciriole.

La modalità “frammentata” infatti è stata la fortuna maggiore di “Una pezza di Lundini”, perché ne faceva un contenuto perfetto per il web, dove infatti è esploso. Dall’altra parte, è anche vero che gli stessi social sono quasi riusciti a creare una sorta di caricatura alla Martellone perfino con Lundini; i suoi tormentoni per l’appunto non gli danno pace, ma ha imparato a conviverci.

La verità è che entrambi gli aspetti sono giustificati e i social non sono per forza il male del mondo. Oggi abbiamo la fortuna di poter scegliere se goderci i contenuti web senza impegno e in modo estemporaneo, oppure se andare più a fondo e scoprire tutte le sfaccettature di cui sono composti.

Ne avevamo già parlato proprio con Francesco Lancia e Chiara Galeazzi. Quando i social risultano un “contenitore” troppo stretto per tutto quello che c’è da dire, e ci sembra che non siano adatti ad approfondire alcuni temi, allora è opportuno scegliere altri mezzi con cui poterlo fare, ad esempio un programma TV, un podcast o (spoiler alert) un film. 

Mettetevi comodi per quest’intervista, noi ci vediamo al prossimo articolo!